Favori sessuali in cambio di pratiche edilizie: scandalo gay a Castel Volturno

Un impiegato comunale di Castel Volturno chiede un rapporto sessuale a un uomo che ha presentato una richiesta di condono edilizio.

Comune di Castel Volturno
La sede del Comune di Castel Volturno.

Un rapporto orale omosessuale imposto a mo’ di prezzo per far velocizzare una pratica da un funzionario dell’ufficio tecnico con le caldane facili e un senso della legalità almeno in ipotesi molto ma molto relativo. Tutto questo per consentire alla figlia di avere un condono edilizio.

Emergono particolari agghiaccianti dalle intercettazioni contenute nell’ordinanza con cui il Gip di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, Sandra Grammatica aveva già disposto gli arresti per sei persone a Castel Volturno.

Obiettivo della delicatissima indagine della Procura della Repubblica retta dal magistrato Anna Maria Troncone il comune della cittadina del litorale domizio.

Secondo una ipotesi di reato agghiacciante e che in queste ore dovrà trovare conforto procedurale negli interrogatori di garanzia i sei, a diverso titolo, avrebbero compiuto atti profilabili penalmente con corruzione, concussione, falso e indebita induzione a dare o promettere utilità.

Insomma, il gruppo avrebbe operato in maniera illegale nella gestione delle licenze edilizie. Illegale e decisamente sordida in un preciso momento storico dell’indagine.

Questo almeno trapela dagli stralci delle intercettazioni che i Carabinieri operanti con mansioni di Pg, allertati da un denunciante che aveva avuto problemi con il residence “Le Anfore”, avevano consegnato ai Sostituti titolari dopo aver farcito gli uffici comunali di cimici come un panettone di uvetta.

Favori sessuali in cambio del condono

Centrale, in esse, è la figura di un archivista dell’Utc, A.D.B..

Un cittadino gli si rivolge per la gestione di una pratica in sanatoria di cui necessita la figlia e, per ottenere quel condono prima delle appena passate festività natalizie, palesa una certa fretta. Qui la faccenda si fa trucida e vira sul sordido, oltre che sul penalmente rilevante.

Intorno alle 18.00 di un giorno di rientro pomeridiano i due restano appartati in ufficio. Il richiedente è titubante. Ha 56 anni e, quando l’impiegato lo inizia a toccare, sbotta: “Qui questi se ne accorgono”.

L’intercettazione offre poi lo scenario della coppia che si apparta verso la parte interna dell’ufficio. “Qua non si sta bene”, afferma il dipendente, e conduce il 56enne dietro un armadietto, dove inizia a toccarlo e a decantare l’erezione della sua “vittima”.

Una telefonata interrompe l’approccio ma subito dopo si ricomincia con l’impiegato, che, mentre mette on line la pratica galeotta, invita l’uomo a tornare sempre fuori orario o in limine per ottenere una copia cartacea del documento, prova provata che “la cosa era risolta”.

In quella seconda occasione l’uomo, dopo aver detto “Madonna, che ansia”, chiede esplicitamente al 56enne di praticargli una fellatio.

Le intercettazioni presentano anche stralci di conversazioni di dipendenti comunali che non fanno mistero di essere a conoscenza delle abitudini sessuali del loro collega.

Abitudini censurabili e perseguibili non certo per la loro natura, ma in virtù della tendenza del loro detentore a farne mercimonio dall’alto di una posizione che, a Castel Volturno, patria europea di abusi e condoni edilizi, fa di lui un Padreterno fatto e finito. Faceva. Prima che scendesse in campo la giustizia a vederci chiaro.

Redazione CiSiamo
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