Cesare Battisti arrestato in Bolivia, Salvini: “Marcirà in galera”

"Il mio impegno è farlo marcire in galera. Dopodiché andremo a chiedere conto, a nome dei morti e dei feriti, a tutti quei politici, intellettuali, registi e cantanti che hanno firmato gli appelli per un assassino comunista".

Matteo Salvini
Matteo Salvini

Cesare Battisti arrestato in Bolivia, arrivano le parole del Ministro dell’Interno e Vicepremier Matteo Salvini: “Il mio impegno è che questo maledetto delinquente sconti la sua pena. Ovviamente dovrà marcire in galera fino all’ultimo dei suoi giorni. Non deve uscire vivo dalla galera. Dopodiché andremo a chiedere conto, a nome dei morti e dei feriti, a tutti quei politici, intellettuali, registi e cantanti che hanno firmato gli appelli per un assassino comunista. Perché loro hanno la coscienza sporca come quell’assassino”.

Stamattina commentando la notizia dell’arresto, Salvini aveva detto detto: “Il mio primo pensiero va oggi ai famigliari delle vittime di questo assassino, ch per troppo tempo si è goduto una vita che ha vigliaccamente tolto ad altri, coccolato dalle sinistre di mezzo mondo. È finita la pacchia. #dalleparoleaifatti”.

I ringraziamenti alle forze dell’ordine e a Bolsonaro

“Ringrazio per il grande lavoro le forze dell’ordine italiane e straniere, la Polizia di Stato, l’Interpol, l’Aise. E ringrazio tutti coloro che hanno lavorato per la cattura di Cesare Battisti. Un delinquente che non merita una comoda vita in spiaggia, ma di finire i suoi giorni in galera. Grazie di cuore al presidente Jair Bolsonaro e al nuovo governo brasiliano per il mutato clima politico che, insieme a un positivo scenario internazionale dove l’Italia è tornata protagonista, hanno permesso questo successo atteso da anni. Grazie alle autorità boliviane e alla collaborazione di altri Paesi amici”.

Il rientro di Battisti

“Possibile rientro di Battisti direttamente dalla Bolivia? Stiamo lavorando in queste ore. L’importante che sia garantita la sicurezza delle operazioni, poi ci sono alcuni passaggi burocratici, giudiziari, procedurali. Posso solo dire che uomini e mezzi dall’Italia sono già partiti“.

“Ringrazio tutti i protagonisti a partire dal presidente brasiliano senza il cui intervento non saremmo qui a commentare l’accaduto. Alle forze dell’ordine italiane, ai boliviani e agli altri paesi che hanno collaborato e il mio pensiero non può che andare ai parenti e ai familiari delle vittime di questo assassino. Non è un prigioniero politico, è un infame, un vigliacco, un violento che merita di finire i suoi giorni in galera, in Italia il prima possibile”.

“Anche oggi il mutato clima politico a livello internazionale, con Bolsonaro, Trump, con l’Italia dove onore, regole, rispetto e certezza della pena diventano centrali, ha aiutato. Stiamo lavorando da ieri notte per fare in modo che arrivi il prima possibile in Italia per scontare la sua pena. Fa rabbia sapere che per decenni questo signore è stato difeso, coccolato. Si è goduto la vita in spiaggia, a Parigi, scrivendo, ballando, mangiando. Cosa che ha negato di poter fare alle persone che ha ucciso, ma guardiamo a oggi e seguiamo minuto per minuto l’evolversi degli eventi, anche perché questo personaggio ci ha abituato negli anni a cose di ogni genere, quindi aspettiamo la fine della vicenda. Quattro ergastoli è la storia di questo personaggio, peccato essere arrivati dopo tanto tempo, ma meglio tardi che mai. Giustizia è fatta”.

 

 

Redazione CiSiamo
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