Produzione industriale Europa: calo del 2,6%, si rischia la recessione

La produzione industriale italiana a novembre 2018 è diminuita dell’1,6% rispetto a ottobre e del 2,6% rispetto a novembre 2017. Positivo solo l’agroalimentare (+2,7%). In Germania il calo è stato dell’1,9% su base mensile, in Francia dell’1,3%. Spagna -1,5%, Gran Bretagna -0,4%.

Produzione industriale europea ancora in calo
Produzione industriale europea ancora in calo

La produzione industriale europea sta calando esattamente come quella italiana. Lo dicono i numeri pubblicati dagli istituti di statistica nazionali. Si registra un calo della produzione non solo in Italia, ma anche in Spagna, Francia e perfino in Germania. Anche la Gran Bretagna non se la passa bene, malgrado la perdita di solo lo 0,4%. Per quanto riguarda l’Italia la prospettive sono pessime. L’attuale fase di debolezza del ciclo economico italiano, spiega l’Istat, potrebbe proseguire anche nei prossimi mesi. Nel terzo trimestre del 2018 l’Italia ha registrato un Pil negativo dello 0,1% e la Germania dello 0,2%. Due trimestri consecutivi di contrazione equivalgono, nel gergo tecnico degli analisti, alla “recessione tecnica“.

Le industrie

La produzione industriale italiana, rileva l’Istat, a novembre 2018 è diminuita dell’1,6% rispetto a ottobre e del 2,6% rispetto a novembre 2017. In Germania il calo è stato dell’1,9% su base mensile, in Francia dell’1,3%. La Spagna ha registrato una diminuzione dell’1,5%. Migliori, ma di poco, i dati della Gran Bretagna, dove la produzione è scesa dello 0,4%. Crollata anche la produzione di auto: -19,4% su base annuale, cioè nel confronto con novembre 2017, e -8,6% su base mensile, cioè nel confronto con ottobre 2018. Il dato conferma l’andamento negativo di ottobre, quando era stato registrato un calo del 14%. Nella media degli 11 mesi 2018, la produzione di auto è diminuita del 5,1%, mentre un po’ meglio è andata la produzione industriale, che in generale è cresciuta dell’1,2% rispetto all’anno precedente.

I consumatori e le imprese

Inoltre, a dicembre è calato anche il clima di fiducia dei consumatori. Le aspettative per il futuro  hanno registrato una discesa brusca e ripida e le attese sulla disoccupazione sono aumentate. Peggiorata anche la fiducia delle imprese. L’andamento del settore manifatturiero conferma la difficoltà di tenuta dei livelli produttivi. In controtendenza solo  il settore agroalimentare, il quale ha registrato un balzo del 2,7% e quello farmaceutico (+1,3%).

Redazione CiSiamo
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