Aggressione fascista all’Espresso: picchiati due giornalisti

Due giornalisti de l'Espresso hanno subito un'aggressione al cimitero Verano di Roma. Erano presenti alla commemorazione delle vittime di Acca Larentia.

Aggressione ai giornalisti de l'Espresso
L'aggressione è avvenuta al cimitero del Verano di Roma

Aggressione di stampo neofascista contro alcuni giornalisti de l’Espresso. Nel corso della commemorazione alle vittime di Acca Larentia, avvenuta al cimitero del Verano di Roma, due reporter sono stati aggrediti. Si tratta del giornalista Federico Marconi e del fotografo Paolo Marchetti. Tra gli assalitori risulta essere presente il capo romano di Forza Nuova Giuliano Castellino. Quest’ultimo «è sottoposto al regime di sorveglianza speciale – stando a quanto dichiara la testata colpita – ma si trovava sul luogo infrangendo il divieto imposto».

Si difende Castellino

L’uomo, leader di Forza Nuova a Roma, parla di accusi avanzate dal settimanale definendo l’articolo «bugiardo e infame. L’aver chiesto buona educazione e decenza a giornalisti con funzione da sciacalli, irrispettosi anche di cimiteri e momenti comunitari di ricordo di caduti, diventa un’aggressione. Sono sorvegliato speciale? Nessun atto di repressione potrà impedirmi di ricordare la memoria dei nostri caduti – conclude -. Per tutto il resto per fortuna al popolo italiano di quello che scrivono e affermanopennivendoli di regime poco interessa».

I messaggi della politica dopo l’aggressione

Il Sindaco di Roma, Virginia Raggi, definisce su Twitter «inaccettabile la violenza contro i due cronisti. Roma – sottolinea – condanna ogni forma di violenza e di neofascismo». Dello stesso avviso anche il Presidente della Camera Roberto Fico che parla di un «gesto grave da non sottovalutare». Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini parla della galera come «posto adatto per chi aggredisce. Uno di loro era sottoposto a sorveglianza speciale? Chiederemo perché era in libertà. In questi giorni saranno finalmente disponibili mille braccialetti elettronici che stavamo aspettando da tempo immemore. Bisogna sorvegliare – conclude Salvini – le persone che non devono andare in giro». 
Il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti esprime solidarietà e assicura. «L’Italia democratica non si lascerà mai intimidire dai loro metodi». Il Partito Democratico, con Graziano Delrio, parla di «atto gravissimo. Chiediamo al Ministero dell’Interno di dare vita a interventi rapidi. Bisogna bloccare immediatamente questi inquietanti rigurgiti di violenza»

Gli organi generali della stampa condanna il gesto

L’Ordine nazionale dei giornalisti, insieme alla Federazione nazionale della Stampa italiana, esprime solidarietà ai colleghi de l’Espresso vittime di «azioni che non sono degne di un Paese che si definisce civile e che rappresentano purtroppo solo l’ultimo episodio di violenza e intolleranza nei confronti di giornalisti “colpevoli” solo di svolgere il proprio lavoro al servizio dei cittadini e del loro diritto a essere informati. Siamo e saremo al fianco di Federico Marconi e Paolo Marchetti in qualsiasi iniziativa riterranno di voler intraprendere in difesa delle loro persone e della loro professionalità e ci auguriamo che forze dell’ordine e magistratura facciano in fretta chiarezza sull’accaduto, anche in relazione al divieto di ricostituzione del partito fascista. Siamo convinti che i colleghi aggrediti, così come tutta la redazione dell’Espresso, continueranno con ancora più forza e determinazione a “illuminare” un fenomeno rispetto al quale auspichiamo un’azione più incisiva da parte delle istituzioni».

Redazione CiSiamo
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