Il Presidente dell’Associazione Chirurghi Ospedalieri: «Siamo una razza in via d’estinzione»

Stanno facendo scalpore il post su Facebook di un chirurgo che critica l'intromissione della politica nella sanità e lo spot televisivo che invita i cittadini a denunciare eventuali danni subiti nell'ambito sanitario. Ne parliamo con Pierluigi Marini, Presidente dell’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani.

Pierluigi Marini
Pierluigi Marini, Presidente Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani.

«Sono fiero di ciò che faccio ma stanco di vedere la sanità gestita da politici incompetenti che mi spremono come un limone non riconoscendo il sacrificio che costa fare ciò che faccio», scrive così il dottor Daniele Pezzati, chirurgo dell’Unità operativa di chirurgia epatica e del trapianto di fegato dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, in un post su Facebook che dal 31 dicembre scorso sta facendo il giro del web con più di 20mila condivisioni e quasi 60mila like.

Un sfogo su Facebook scritto dopo aver effettuato il 160esimo trapianto di fegato del 2018 e prima del trapianto numero 1 del 2019. Uno sfogo che ha suscitato molto clamore per riaccende un problema che sta a cuore a molti: l’intromissione della politica nella sanità e quindi sulla salute dei cittadini.

Un’intromissione che – alcune inchieste della Magistratura lo dimostrano con chiarezza, non ultima quella sui concorsi truccati a Matera – spesso va a svantaggio dei pazienti e quindi dei cittadini, mettendone anche a rischio la salute.

Noi di CiSiamo.info abbiamo chiesto qual è la reale situazione al dottor Pierluigi Marini, Presidente dell’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani.

Dottor Marini, condivide lo sfogo del Pezzati?

Stanotte a lavoro abbiamo eseguito il trapianto di fegato numero 160 dall’inizio dell’anno.Si tratta di un record per…

Pubblicato da Daniele Pezzati su Lunedì 31 dicembre 2018

 

«La Politica dovrebbe occuparsi della sostenibilità del sistema chirurgia e del suo mondo che è in grande crisi, soprattutto in alcune Regioni d’Italia. Ci si dovrebbe occupare di produrre un sistema formativo post-laurea che sia attrattivo verso i giovani. Bisognerebbe portare a termine quei decreti attuativi per dare vita alla Legge Gelli sul contenzioso medico legale. Ad oggi tutto questo non è attuato nella maniera adeguata. Proprio per questo nell’anno in corso soltanto 90 neo-laureati hanno scelto di accedere al concorso per la Scuola di Specializzazione di Chirurgia: non era mai successo.

Con questo sistema sanitario in Italia abbiamo 21 sistemi completamente differenti. Ognuno opera come meglio crede ma la Politica con la “P” maiuscola dovrebbe servire per riportare la serenità all’interno del nostro mondo. I chirurghi e i pazienti sono complici e non nemici. Come dice il collega Pezzati è giusto che il lavoro del chirurgo venga valorizzato a dovere, mentre oggi le aspettative di carriera sono quasi pari a zero.

Siamo inoltre una generazione, nell’ambito della chirurgia, un po’ invecchiata. Tra i nuovi e i vecchi è venuta a mancare una generazione intermedia a causa del blocco del turnover: c’è bisogno di un sistema di ordine e di serenità. Nessuno fa più il chirurgo e questo può comportare la possibile assenza di sistemi minimi essenziali nelle nostre sale operatorie. Questo sta già avvenendo.

Un esempio per tutti è la Calabria, dove ci sono dei primari costretti a fare quindici reperibilità notturne al mese perché i propri collaboratori non vogliono più andare in sala operatoria. Tutto questo, sommato ad altri problemi, significa che noi chirurghi siamo una razza in via d’estinzione. Si rischia, così facendo, di avere dei pazienti di serie A e serie B.

Per questo sono vicino al collega con il quale condivido il suo sfogo anche in qualità di Presidente dell’Associazione Chirurghi».

Sta suscitando scalpore anche lo spot televisivo che invita a denunciare eventuali danni subiti nell’ambito sanitario.

«Sì, ho visto quello spot vergognoso, andato in onda anche sulle Reti nazionali (successivamente all’intervista Rai e Mediaset hanno deciso di sospenderne la programmazione in via cautelativa, NdR), che incita i cittadini a denunciarci. In quel caso mi sono sentito di intervenire perché non la reputo una cosa giusta. È intervenuto anche il Presidente di Cittadinanza Attiva del Tribunale del Diritto del malato. La buona Politica dovrebbe far capire che la colpa dei problemi sanitari non possono essere ricondotti unicamente ai chirurghi, ma all’ambiente nel suo complesso».

A giudicare da alcune inchieste della Magistratura sembra, però, che la politica si intrometta nella Sanità quando ci sono da fare le nomine.

«Non sono uno di quelle che dice che va tutto male. Ho conosciuto tanti buoni esempi di politica sanitaria. Molte cose dipendono anche dalla persona. Non vogliono buttare sassi contro la politica. Invito sempre la Politica affinché non tocchi elementi importanti come la Scuola e la Sanità. Se qualcuno sbaglia, e le inchieste e gli organi preposti lo dimostrano, non sta a me dirlo. Il sottoscritto è a favore della sostenibilità e della tutela. Alcune strutture non sono più al passo con i tempi ed è giusto apporre delle modifiche. La Sanità è un bene assoluto da Caltanissetta a Trieste. I pazienti devono avere accesso standard in tutte le latitudini del Paese.

Sono tutti molto impegnati nel fare tante cose. Ci sarebbe bisogno di un dialogo e di un rapporto di maggiore collaborazione. Noi siamo a totale disposizione delle istituzioni se questo può servire per migliorare l’intero sistema. L’obiettivo che ci proponiamo per questo nuovo è quello di migliorare le cose».

Redazione CiSiamo
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