Omelia 1 gennaio, Papa Francesco: “Chiesa deve di rinnovare lo stupore”

Nell'omelia della Messa Papa Francesco ha chiesto di rinnovare lo stupore, perché "la vita, senza stupore, diventa grigia, abitudinaria; così la fede".

Papa Francesco
Papa Francesco

Papa Francesco ha presieduto nella Basilica di San Pietro la messa della solennità di Maria Santissima Madre di Dio,  nella ricorrenza della 52esima Giornata Mondiale della Pace, sul tema “La buona politica è al servizio della pace”. A concelebrare la liturgia sono intervenuti Cardinali, Vescovi, diaconi.

 Le parole del Pontefice

Stupore è l’atteggiamento da avere all’inizio dell’anno, perché la vita è un dono che ci dà la possibilità di ricominciare sempre, anche dal più basso”. Così si è espresso Papa Francesco nell’omelia durante la Messa. “All’inizio dell’anno chiediamo a lei la grazia dello stupore davanti al Dio delle sorprese. Rinnoviamo lo stupore delle origini, quando nacque in noi la fede”. E ancora: “La fede è un incontro, non è una religione”. Il Pontefice ha poi parlato dello stupore, che anche la Chiesa ha bisogno di rinnovare, perché la vita, senza stupore, diventa grigia, abitudinaria; così la fede”. E “la Chiesa ha bisogno di rinnovare lo stupore di essere dimora del Dio vivente, Sposa del Signore, Madre che genera figli. Altrimenti, rischia di assomigliare a un bel museo del passato: la Chiesa-museo”.

Lo “sguardo di Maria”

“La Madonna, ha spiegato il Papa, “ci radica nella Chiesa, dove l’unità conta più della diversità, e ci esorta a prenderci cura gli uni degli altri. Lo sguardo di Maria ricorda che per la fede è essenziale la tenerezza, che argina la tiepidezza: tenerezza, la Chiesa della tenerezza; tenerezza, parola che oggi tanti vogliono cancellare dal dizionario“.  E poi ha richiamato all’essenzialità dello sguardo materno, perché “un mondo che guarda al futuro senza sguardo materno è miope”.  Papa Francesco ha spiegato poi il concetto: “Aumenterà pure i profitti, ma non saprà più vedere negli uomini dei figli. Ci saranno guadagni, ma non saranno per tutti. Abiteremo la stessa casa, ma non da fratelli. La famiglia umana si fonda sulle madri. Un mondo nel quale la tenerezza materna è relegata a mero sentimento potrà essere ricco di cose, ma non di domani”. “Abbiamo bisogno di imparare dalle madri che l’eroismo sta nel donarsi, la fortezza nell’aver pietà, la sapienza nella mitezza”, ha aggiunto il Pontefice.

L’invito a lasciarsi prendere per mano

“Nella vita frammentata di oggi, dove rischiamo di perdere il filo, è essenziale l’abbraccio della Madre. C’è tanta dispersione e solitudine in giro: il mondo è tutto connesso, ma sembra sempre più disunito” ha proseguito il Papa. E ha poi esortato a lasciarsi prendere per mano “nel cammino della vita”. “Le madri prendono per mano i figli e li introducono con amore nella vita. Ma quanti figli oggi, andando per conto proprio, perdono la direzione, si credono forti e si smarriscono, liberi e diventano schiavi. Quanti, dimentichi dell’affetto materno, vivono arrabbiati e indifferenti a tutto! Quanti, purtroppo, reagiscono a tutto e a tutti con veleno e cattiveria!”. Così ha concluso il Papa.

Redazione CiSiamo
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