Discorso Mattarella 2018: il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica

Nel tradizionale discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha parlato soprattutto di un impellente bisogno di unità per l'Italia.

Sergio Mattarella
Sergio Mattarella

Come da tradizione, oggi lunedì 31 dicembre 2018, si è tenuto il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il discorso è prodotto dalla Rai ed è andatoin onda in contemporanea su Rai Uno, Rai Due e Rai Tre. Inoltre è stato trasmesso in diretta e in contemporanea anche da Canale 5. Il discorso è stato visibile in diretta anche su La7 con un collegamento dal TG La7, su TV8 e su Sky Tg24. Iniziato alle ore 20.30, è durato circa 20 minuti. Noi di CiSiamo.info lo abbiamo seguito in diretta.

Bisogno di unità

In diretta dal suo studio personale del Quirinale, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha principiato ricordando che il discorso non è un rito formale, ma un appuntamento per augurare a tutti i cittadini un augurio per il nuovo anno. “La vicinanza e l’affetto che avverto le interpreto come un bisogno di unità. Bisogna continuare a sentirsi parte di una comunità. Vuol dire tante cose. Anche battersi come è giusto per le proprie idee”.

Bisogno di sicurezza

Il Presidente della Repubblica ha poi parlato di sicurezza. “C’è un gran bisogno di sicurezza. La si avverte nelle zone più a rischio, quelle minacciate dalla mafia, quelle degradate. Ma sicurezza è anche lavoro, possibilità per i giovani, sostenere gli anziani. Sicurezza è non chiudersi e aprirsi alla solidarietà”.

Immagine positiva dell’Italia

Sergio Mattarella ha infine proseguito provando a trasmettere un’immagine positiva dell’Italia. Ha parlato degli ultimi avvenimenti, ricordando che l’Italia non è quella vista negli ultimi giorni. Non è quella degli stadi violenti e razzisti. Non è quella che si chiude al mondo, non è quella che punisce la beneficenza.

Dimensione europea

Sergio Mattarella ha anche ricordato la dimensione europea dell’Italia. “L’Italia è in Europa, non dimentichiamolo. Sono vicino al giornalista ucciso dal vile attentato terroristico, lavorava per un europa giusta, aperta al mondo, civile. Un Europa per cui è importante lottare. Quest’anno ci saranno le elezioni europee, bisogna che la politica arrivi preparata e matura per questo importante appuntamento”.

Saluti finali

Il Presidente si è commosso ricordando una notizia di cronaca recente. Una donna di 90 anni ha chiamato durante le feste i carabinieri perchè si sentiva sola. “Rivolgo il mio saluto alle persone sole. Quella donna si è rivolta ai carabinieri, ha fatto bene. La loro divisa rappresenta le istituzioni. Loro, come tutti i militari, rendono un servizio indispensabile per il Paese”.

“Desidero esprimere la mia vicinanza ai terremotati, alle famiglie sfollate di genova, a quelle dell’Etna. Auguro buon anno a tutti loro, sperando che trovino la serenità nei prossimi mesi. Rivolgo un augurio ai migranti, che lavorano, vivono e praticano sport nel nostro paese. Auguro buon anno a Papa francesco, e lo ringrazio per il suo impegno a promuovere la pace e la fratellanza”.

“Lascio da dove ho iniziato, con un augurio agli italiani e con la speranza di un ritrovato senso di comunità”.

Redazione CiSiamo
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