Tifoso morto prima di Inter-Napoli, arrestato accusa capo ultrà

Le parole della madre di Daniele Belardinelli: "Ora basta, lasciate riposare in pace mio figlio".

Gli scontri a San Siro
Gli scontri a San Siro

Tifoso morto prima di Inter-Napoli, uno degli uomini fermati ha accusato il capo degli ultras dell’Inter. Intanto proseguono le indagini, con i primi interrogatori nei confronti di 3 tifosi dell’Inter indagati per rissa aggravata e altri reati. Dal racconto di uno, in particolare, sarebbe emerso un piano in cui i ruoli erano ben definiti. Autisti selezionati avrebbero dovuto far salire 4 ultras a bordo di ogni auto per giungere sul posto dove già erano nascoste le armi per l’assalto. I 3 hanno ammesso di esser stati presenti. Assistiti dall’avvocato Antonio Radaelli, davanti al gip Guido Salvini, 2 dei fermati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e hanno rilasciato dichiarazioni spontanee.

Capo ultrà pianifica l’attacco

“Il mio assistito ha ammesso di aver preso parte agli scontri ma ha declinato responsabilità sull’organizzazione”, ha spiegato l’avvocato Mirko Perlino. Ha poi aggiunto che il tifoso non ha fatto altri nomi e ha spiegato che nei suoi confronti potrebbero essere presi dei provvedimenti a breve.  “Ha semplicemente ammesso di aver partecipato agli scontri. Punto. Qualche descrizione l’ha data, ma ha smentito di essere l’organizzatore. Stiamo aspettando la decisione del giudice”. Ai giornalisti che gli chiedevano se il suo assistito avesse fatto altri nomi, l’avvocato infine ha risposto “assolutamente no. Altrimenti dovrei rinunciare anche per lui…”. Mirko Perlino ha infatti dovuto rinunciare alla difesa di Luca Da Ros, uno degli interisti arrestati, quando questo ha fatto il nome del capo ultrà, l’altro assistito dal legale.

Le parole della Madre di Belardinelli

“Mio figlio è morto, nessuno può avere idea di cosa posso provare, è indescrivibile. Vi prego basta. Daniele deve riposare in pace. La mamma spiega così attraverso un post su Facebook il suo dolore. “Sono la mamma di quel ragazzo che è morto negli scontri tra ultras, leggo che era un delinquente, i telegiornali lo dicono, i social lo dicono. Io sono sua madre, quella che l’ha tenuto tra le braccia con amore e visto crescere”.

L’omaggio delle curve

Intanto l’ultima giornata di campionato del 2018 ha visto le manifestazione di solidarietà a Koulibaly dopo i cori razzisti di Milano. Distribuite 10mila maschere con il volto del difensore, come già nel 2016, dopo un’analoga aggressione razzista da tifosi della Lazio. All’iniziativa non dovrebbero partecipare le curve, che condividono il lutto degli ultrà per Belardinelli. Per il tifoso interista, manifestazione a Ponte Milvio di supporter laziali: “Un ultrà non muore mai”.

Redazione CiSiamo
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