Tragedia di Rigopiano, accusa di depistaggio per sette indagati

Tragedia di Rigopiano, valanga travolge rifugio
La valanga ha causato la morte di 29 persone

La vicenda della tragedia di Rigopiano continua a evolversi con dei nuovi protagonisti. Un nuovo fascicolo è stato aperto dalla Procura della Repubblica di Pescara in merito alla valanga che colpì l’hotel situato nel Comune di Farindola il 18 gennaio 2017. La struttura fu travolta provocando la morte di 29 persone. L’indagine, condotta dal Procuratore Capo Massimiliano Serpi e dal Sostituto Procuratore Andrea Papalia, ha fatto pervenire sette nuovi avvisi di garanzia. Tra le persone coinvolte vi sono due viceprefetti distaccati, Salvatore Angieri e Sergio Mazzia, e l’ex Prefetto Francesco Provolo. Angieri è l’attuale vicario del Prefetto di Macerata. Mazzia, invece, è il vicario del Prefetto di Crotone.

Gli altri indagati per la tragedia di Rigopiano

A questi bisogna aggiungere i dirigenti Daniela Acquaviva, Ida De Cesaris, Giulia Pontradolfo e Giancarlo Verzella. Per i sette l’ipotesi di reato è quella di frode in processo penale e depistaggio.

Cosa accadde quel giorno

La tragedia si verificò il 18 gennaio 2017 presso la località Rigopiano, frazione di Farindola. La valanga avvenne a causa di una cresta sovrastante che travolse la struttura “Rigopiano – Gran Sasso Resort”. Le vittime furono ventinove mentre si salvarono undici persone. Al momento della tragedia nella struttura erano presenti quaranta personale di cui dodici membri del personale e quattro bambini. Secondo le varie autopsie, la maggior parte delle vittime morirono a causa dei traumi generati dall’impatto come ipotermia o asfissia.

Redazione CiSiamo
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