Tifoso morto prima di Inter-Napoli: Daniele Belardinelli investito mentre assaltava un suv

Durante la partita Inter-Napoli di ieri ci sono stati numerosi scontri. Un 35enne interista era rimasto ferito gravemente ed era ricoverato al San Carlo, ma è morto nella notte.

Gli scontri a San Siro
Gli scontri a San Siro

Daniele Belardinelli, ultrà del Varese, gemellata da anni con i nerazzurri, è rimasto ferito a morte durante gli scontri prima della partita Inter-Napoli di ieri sera a San Siro mentre stava assaltando, insieme ad altri ultras, un suv di fede napoletana. La notizia è stata confermata dalla Questura. L’uomo era un 35enne interista, ed era stato investito da un van nel corso degli scontri nei pressi dello stadio. Nonostante il tentativo di un intervento chirurgico, Belardinelli è deceduto all’ospedale San Carlo. Nella mattinata odierna è stato dichiarato il decesso.

La dinamica dell’incidente

La dinamica dell’incidente parla di un vero e proprio agguato, studiato nei minimi dettagli, da parte di una frangia di tifosi nerazzurri. La curva dell’Inter rimarrà chiusa sino al 31 marzo 2019. Le trasferte, invece, saranno vietate fino alla conclusione della stagione 2018/2019. In totale, i tifosi del settore citato non potranno assistere a cinque gare casalinghe di Campionato e una di Coppa Italia.

A parlare dell’accaduto è il Questore di Milano Marcello Cardona. «Si è trattato di un vero e proprio agguato. Vi era una forte premeditazione. Un centinaio di ultras dell’Inter hanno posto in essere quest’azione. Ho parlato con il capo della Polizia – dichiara Cardona – ed entrambi siamo indignati. Ci uniamo al dolore della famiglia per la scomparsa del ragazzo. Vista la situazione – continua – sono necessari dei provvedimenti unici nel proprio genere. Al momento ci sono due arrestati ma ne stiamo cercando un terzo. In tal caso, però, non è escluso che possano essercene degli altri. Gli assalitori erano incappucciati e vestiti di scuro».

Il van sarebbe stato bloccato dagli interisti, armati di catene – secondo quanto riferito dai testimoni – e sarebbero iniziati così gli scontri. Il giovane sarebbe stato investito quando ormai il mezzo si stava allontanando dalla zona degli incidenti. Tuttavia molto resta da chiarire su come sia avvenuto il fatto. Secondo quanto ricostruito, l’investimento sarebbe avvenuto al momento conclusivo degli scontri tra i tifosi. La polizia sta lavorando sulle immagini delle telecamere di sorveglianza in cui compare anche un suv scuro. Forse è stato quello il veicolo che ha investito il tifoso interista.

Soccorso dai tifosi napoletani

Ignota l’identità dell’autista del suv che ha investito Daniele Belardinelli, tifoso dell’Inter di Varese. Il ragazzo in passato era stato soggetto a daspo. Aveva inoltre parecchi precedenti per reati da stadio. Belardinelli è stato soccorso da alcuni tifosi del Napoli che lo hanno spostato dai tafferugli portandolo in braccio e lo hanno portato in macchina all’ospedale San Carlo. Forse l’unica nota positiva di una serata da dimenticare.

Le parole del padre

“Si attendono i risultati dell’autopsia per capire come è successo. Si dice che lui scappava e la vettura gli è andata dietro e lo ha investito”. Lo dice Vincenzo Belardinelli, padre del tifoso dell’Inter deceduto. “Magari è stato un incidente. Io non dico che ce l’aveva con lui. Certo uno va a vedere una partita in santa pace e sa che va ma non sa se torna“.

Papà Belardinelli ha anche riconosciuto che il figlio era un po’ turbolento. “Che aveva avuto il Daspo lo sapete tutti. Era un casinista, un tifoso, ma non violento. Da padre posso dire che era un bravo ragazzo, si è sempre comportato bene. Forse era un po’ violento quando andava in questi posti, ma il ricordo di mio figlio è bello”.

Gli scontri durante Inter- Napoli

Gli scontri tra le due tifoserie sarebbero iniziati prima della partita. Per poi proseguire a fiammate durante l’incontro e concludersi alla fine, quando fuori dallo stadio sono spuntati tra spranghe e coltelli. Non è la prima volta che i tifosi di queste due squadre si rendono protagonisti di episodi vergognosi e inqualificabili. La rivalità sul campo, in questo caso non c’entra niente. Come non c’entrano le polemiche riguardo alla direzione dell’arbitro. Chi era giunto alla stadio armato di coltello, aveva già probabilmente intenzione di fare del male. Non sono serviti a nulla i controlli e solo l’intervento delle forze dell’ordine ha evitato che venisse sparso altro sangue.

Tifosi del Napoli accoltellati

I tafferugli prima di Inter-Napoli, nei pressi dello stadio di San Siro, hanno coinvolto circa una sessantina di persone. Quattro tifosi partenopei sarebbero stati accoltellati dai tifosi interisti. Uno, di 43 anni, in maniera grave. Ricoverato all’Ospedale Sacco di Milano in codice giallo, è fortunatamente fuori pericolo.

In merito agli accoltellati, la polizia ha eseguito due arresti e sta cercando una terza persona. Agli arrestati vengono contestati i reati di rissa aggravata e lesioni. Gli agenti nel corso della notte e della mattinata hanno eseguito dieci perquisizioni, tra cui 3 ai danni di tifosi del Varese e 4 dell’Inter.

Cori razzisti a Koulibaly

Una brutta pagina del nostro calcio. Il tutto è iniziato con quei ‘buu’ razzisti a Koulibaly. «Un atto vergognoso nei confronti di un atleta serio come lui, che porta con fierezza il colore della sua pelle. E anche, pur in misura minore, nei confronti di tante persone che vanno allo stadio per tifare e per stare con gli amici», ha detto il Sindaco di Milano Beppe Sala. A commentare l’episodio era stato lo stesso Koulibaly, che su Twitter si è detto «orgoglioso del colore della mia pelle. Di essere francese, senegalese, napoletano: uomo».

Le parole del Sindaco Beppe Sala sui cori razzisti

Il Sindaco di Milano è intervenuto sui cori razzisti con un post su Facebook. «Ieri sera sono andato allo stadio, seguendo quella passione che mi ha trasmesso mio papà, come credo sia per tanti tifosi. E quando vado a gioire e soffrire per i colori del mio cuore confesso che spesso penso a lui, a quando andavamo insieme a San Siro. Ho preso freddo, mi sono agitato, ho esultato per la vittoria dell’Inter. Ma sono tornato a casa avvilito. Quei “buu” a Koulibaly sono stati una vergogna». E continua: «Non mi piace, per mia natura, pensare a cosa devono fare gli altri per risolvere i problemi della società in cui viviamo. Preferisco sempre partire da cosa devo fare io. E in questo caso farò una cosa molto semplice. Continuerò ad andare a vedere l’Inter, ma ai primi “buu” farò un piccolo gesto, mi alzerò e me ne andrò. Lo farò per me, consapevole del fatto che a chi ulula contro un atleta nero non fregherà niente di me. Ma lo farò. L’Inter FC farà quel che ritiene. A me piacerebbe che a Empoli la fascia da capitano la portasse Asamoah».Il Sindaco di Milano ha poi concluso con le scuse.«Nel frattempo chiedo scusa a Kalidou Koulibaly, a nome mio e della Milano sana che vuol testimoniare che si può sentirsi fratelli nonostante i tempi difficili in cui viviamo».

Redazione CiSiamo
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