Uomo calabrese ucciso a Pesaro: era il fratello di un pentito di ‘Ndrangheta

L'uomo di 51 anni è stato freddato mentre rientrava a casa con la propria autovettura. Decine di colpi sparati per ferire a morte Marcello Bruzzese.

Donna uccisa a Palermo
Donna uccisa a Palermo

Un agguato stile mafioso si è verificato ieri nel centro di Pesaro. Diversi proiettili hanno colpito Marcello Bruzzese, padre di due figli, all’interno della propria autovettura. L’uomo stava rientrando a casa con l’utilitaria quando è stato colpito a morte. I killer, coperti in volto, lo hanno atteso in via Bovio e, prima di entrare in garage, gli hanno sparato decine di colpi con alcune pistole automatiche. Sono in corso le indagini del caso per individuare i responsabili. Il 51enne è il fratello Girolamno, pentito di ‘ndrangheta. I killer, stando alle prime informazioni, potrebbero essere due persone che sono giunte a piedi sul posto. a vittima non ha avuto il tempo di comprendere la situazione. Il corpo è stato raggiunto da almeno 15 proiettili calibro 9.

Agguato di stampo ‘ndranghetistico

Immediato l’intervento dei carabinieri. Giunti sul posto i dirigenti della Dda di Ancona insieme ai Pm Fabrizio Giovanni Narbone e Maria Letizia Fucci. Gli inquirenti si sono subito concentrati sulla pista della vendetta di ‘Ndrangheta. Bruzzese vive a Pesaro da circa tre anni poiché sottoposto a un programma di protezione. Era stato inserito dal Ministero dell’Interno nel programma la cui segretezza, però, deve aver avuto qualche falla.

La famiglia Bruzzese non è un nucleo di boss. Negli anni Novanta, però, vantava un posto di spicco nella gerarchia mafiosa. Il padre Domenico era il braccio destro del boss Teodoro Crea che aveva diversi contatti con la politica e l’amministrazione di Rizziconi. Morì in un agguato nel 1995 insieme al genero Antonio Madafferi.

Marcello Bruzzese, il fratello di un collaboratore di giustizia

Una posizione privilegiata, in parte ereditata dal figlio Girolamo, che in questo modo ha potuto conoscere molti dei segreti del clan, poi rivelati ai magistrati. Marcello non aveva seguito le orme del fratello. Dopo un primo periodo in Calabria la decisione di cambiare vita trasferendosi, di fatto, al Nord. Da tre anni era con la famiglia a Pesaro nel tentativo di costruirsi una nuova vita. L

Redazione CiSiamo
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