Anziani truffati a Milano, nascondevano i risparmi di una vita nella tapparella

La vicenda è accaduta a Milano ma i casi sono molteplici. La truffa colpisce le persone sfruttando il momento di fragilità creato ad hoc dai malviventi.

Truffati anziani a Milano
Denaro in cambio della difesa di un avvocato per una situazione in realtà inesistente

Una coppia di anziani in pensione, per timore di perdere i soldi di una vita, ha ritirato dalla propria banca 65mila euro. Il nascondiglio prescelto era il cassonetto della tapparella di casa. La cifra ritirata, per la paura dopo lo scandalo Mps, gli è stata rubata grazie ad una tecnica, utilizzata soprattutto negli ultimi tempi, con un metodo mirato ed efficace. Della vicenda si sta occupando il Nucleo investigativo dei Carabinieri. Marito e moglie 70enni abitano nel quartiere di Calvairate a Milano. I due malviventi, Benito Scarallo e Luigi Murolo, sono stati arrestati già negli scorsi mesi ma le indagini sulla truffa si stanno svolgendo in tutta Italia.

Di cosa si tratta e come agiscono i malviventi

Nello specifico alle persone anziane si parla di un finto incidente capitato al figlio e di un presunto avvocato che si fa avanti per provare a difenderlo. Di fatto la somma richiesta servirebbe per chiudere il contenzioso sotto forma di cauzione. I due operai in pensione, colti dal panico, hanno svelato il segreto ai truffatori e, di fatto, consegnato la somma ritirata in banca pur di vedere il proprio figlio libero.

Truffati gli anziani, balordi in Costa Brava

Il piano dei balordi è giunto a compimento ma le indagini proseguono ad ampio raggio. Già nello scorso mese di febbraio altre persone sono state arrestate per lo stesso reato. I truffatori hanno agito in ben ventisette circostanze a Milano. I soldi presi in possesso sono stati spesi per festini di lusso, escort e molto altro in Costa Brava. A documentare il tutto i post su Facebook dei malviventi. I criminali avevano ideato anche la scena della finta telefonata in caserma ad un numero che non era quello delle forze dell’ordine. A rispondere, infatti, era un complice della banda.

Redazione CiSiamo
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