Sciopero per il clima, 20 e 27 settembre 2019: milioni in piazza

Il 20 e 27 settembre sono previsti due scioperi per il clima, ad aprire e chiudere una settimana fondamentale per questo delicato tema

Sciopero per il clima 29 novembre (Ph. by Hello I'm Nik on Unsplash)
Sciopero per il clima 29 novembre (Ph. by Hello I'm Nik on Unsplash)

Lo sciopero per il clima del 20 settembre 2019 sarà la prima delle due date di settembre in cui in 150 Paesi del mondo si scenderà in piazza per chiedere azioni significative contro il riscladamento globale. Le manifestazioni Global Climate Strike hanno portato in piazza milioni di persone, da quando l’attivista Greta Thunberg ha organizzato il primo sciopero. E il movimento non ha intenzione di arrestarsi.

Lo sciopero per il clima

Il 20 settembre dunque, è previsto il primo appuntamento importante di questa settimana cruciale per il clima. Oggi, gli abitanti di 150 Paesi sono chiamati a scendere in piazza per manifestare contro i cambiamenti climatici. Migliaia di studenti in Australia, Thailandia, Indonesia ed India si sono riversati nelle strade, in vista del summit dell’Onu sul clima di New York, previsto per il 23 settembre. E poi ancora, il 27 settembre la protesta confluirà nel primo Earth Strike. Una doppia protesta, a una settimana di distanza, per dare a tutti i Paesi la possibilità di partecipare, e per mostrare la reazione alle decisioni prese al summit del 23 settembre.

La manifestazione del 20 settembre attraverserà moltissime città, in tutto il mondo. In Italia, in particolare si scenderà in piazza a Varano (AN), Tuoro sul Trasimeno, Villacidro e Pesaro. Napoli, Bari e Bologna si stanno invece organizzando per la manifestazione del 27.

A chi è rivolta la manifestazione

Se i Fridays For Future siano sempre stati organizzati prevalentemente – anche se non esclusivamente – per gli studenti, le manifestazioni del 20 e 27 settembre sono particolarmente rivolte agli adulti, a chi lavora. L’obiettivo è quello di mandare un segnale forte interrompendo l’attività quotidiana, e lasciare un segno tangibile ai governi.

Le richieste sono le stesse da un anno a questa parte, ossia che la lotta al riscaldamento globale sia al primo posto nell’agenda dei governi di tutto il mondo. Tutto il lungo elenco di richieste si può in realtà riassumere in quella di mettere fine all’era dei combustibili fossili, che per primi sono responsabili dell’effetto serra.

Uno sciopero che passa dal digitale

Poichè non tutti potranno partecipare allo sciopero, gli organizzatori hanno pensato anche una sorta di sciopero che passi dal digitale, per far sì che tutti possano far sentire la loro partecipazione. Tutti coloro che vorrano potranno seguire le istruzioni sul sito Global Climate Strike per aggiungere al proprio sito un banner, oppure aggiungendo allla propria foto di profilo social uno degli stickers dedicati. E ovviamente, sui social far circolare l’hashtag #ClimateStrike.

Redazione CiSiamo
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